

Siamo ormai entrati nel vivo della stagione dei pellegrinaggi, abbiamo colto ancora una volta quella frase così importante del messaggio di Maria: ”andate a dire che si venga qui…” Il Pellegrinaggio è innanzitutto è il “mio Pellegrinaggio”, sono io che mi metto in ascolto, nell’atteggiamento del povero dinnanzi a Dio, di colui che ha bisogno e che desidera ricevere ciò che è necessario per mezzo di Colei che è Maestra dell’ascolto e della carità. Soltanto dopo aver ricevuto questo aiuto di grazia potrò servire bene, secondo il cuore di Cristo, l’altro fratello chiunque egli sia. Infatti se non dò un po’ di me stesso a me stesso, che cosa potrò donare agli altri? Se sono soltanto un canale e non anche una conca che fa scorta di Dio, che porterò di buono agli altri? Ecco allora la necessità assoluta di sostare, in silenzio, magari davanti alla Grotta, e ripensare e rivivere, innanzitutto per me, il messaggio della Vergine che è Vangelo vivo del Signore. A Lourdes si parla di malati e di coloro che li servono, ma più sovente malattia e salute si mescolano nelle medesime persone, anche a livello spirituale. L’una e l’altra situazione fanno comunque di tutte le persone un unico pellegrino, quasi le dita di una stessa mano. In Bernadette malattia e servizio si unificano. Lei è il modello degli ammalati ma, a Nevers, ormai Suora di Carità, diventa il modello di coloro che si mettono a servizio degli altri. Bernadette ha una duplice competenza e può consigliarci non soltanto come vivere il Pellegrinaggio, ma anche come si vive da cristiani il Pellegrinaggio che continua quando si ritorna alle nostre solite occupazioni a casa. A Lourdes tutti abbiamo ascoltato la stessa chiamata o vocazione: “Avete la bontà di venire qui…” Lo abbiamo ascoltato malati e sani, la differenza è che gli ammalati hanno necessità d’aiuto così come i sofferenti nello spirito perché dinanzi alla Grotta ci sono tutte le povertà e i peccati di questo mondo.