


OFTAL al Meeting di Rimini
Meeting è incontro. Il Meeting è un Avvenimento: certamente mediatico cui partecipano personalità da tutto il mondo, uomini di fede e non che si confrontano su tematiche non certamente estive di fronte a migliaia e migliaia di persone in silenzio.
Il Meeting di Rimini colpisce per i tantissimi volontari, silenziosi operatori che permettono a questa poderosa macchina di “camminare” ogni giorno. Li vedi all’ingresso sotto il sole a fare i posteggiatori, a pulire per terra, a servirti un caffè, a vendere biglietti della lotteria o bagnare le piante.
Il Meeting è la moltitudine umana che affolla Rimini, che pacificamente invade la città romagnola con la forza di 800.000 persone.
Il Meeting è sorrisi, incontri, testimonianza. Il Meeting per OFTAL è mettersi in gioco, raccontare in ogni istante la bellezza di quanto si vive in Pellegrinaggio. Il Meeting è spiegare ai bambini il significato della nostra medaglia di cui davamo in omaggio una piccola riproduzione. Il Meeting è diffondere migliaia e migliaia di pieghevoli spiegando ogni volta il senso e chi siamo.
Il Meeting è raccogliere la confidenza di persone che hanno desiderio di vivere un’esperienza con noi, che ti aprono il cuore e ti confidano di essere malati terminali.
Anche questo è Meeting.
Dal 23 al 29 Agosto 2009 saremo presenti con uno stand al Meeting di Rimini presso Rimini Fiera.
Il titolo del Meeting è “La Conoscenza è sempre un Avvenimento”, potete scaricare il volantino della manifestazione, qui
Siamo ormai entrati nel vivo della stagione dei pellegrinaggi, abbiamo colto ancora una volta quella frase così importante del messaggio di Maria: ”andate a dire che si venga qui…” Il Pellegrinaggio è innanzitutto è il “mio Pellegrinaggio”, sono io che mi metto in ascolto, nell’atteggiamento del povero dinnanzi a Dio, di colui che ha bisogno e che desidera ricevere ciò che è necessario per mezzo di Colei che è Maestra dell’ascolto e della carità. Soltanto dopo aver ricevuto questo aiuto di grazia potrò servire bene, secondo il cuore di Cristo, l’altro fratello chiunque egli sia. Infatti se non dò un po’ di me stesso a me stesso, che cosa potrò donare agli altri? Se sono soltanto un canale e non anche una conca che fa scorta di Dio, che porterò di buono agli altri? Ecco allora la necessità assoluta di sostare, in silenzio, magari davanti alla Grotta, e ripensare e rivivere, innanzitutto per me, il messaggio della Vergine che è Vangelo vivo del Signore. A Lourdes si parla di malati e di coloro che li servono, ma più sovente malattia e salute si mescolano nelle medesime persone, anche a livello spirituale. L’una e l’altra situazione fanno comunque di tutte le persone un unico pellegrino, quasi le dita di una stessa mano. In Bernadette malattia e servizio si unificano. Lei è il modello degli ammalati ma, a Nevers, ormai Suora di Carità, diventa il modello di coloro che si mettono a servizio degli altri. Bernadette ha una duplice competenza e può consigliarci non soltanto come vivere il Pellegrinaggio, ma anche come si vive da cristiani il Pellegrinaggio che continua quando si ritorna alle nostre solite occupazioni a casa. A Lourdes tutti abbiamo ascoltato la stessa chiamata o vocazione: “Avete la bontà di venire qui…” Lo abbiamo ascoltato malati e sani, la differenza è che gli ammalati hanno necessità d’aiuto così come i sofferenti nello spirito perché dinanzi alla Grotta ci sono tutte le povertà e i peccati di questo mondo.
