Maggio 2009 Anche OFTAL sarà presente al Meeting di Rimini 2009
Mag 07

Siamo ormai entrati nel vivo della stagione dei pellegrinaggi, abbiamo colto ancora una volta quella frase così importante del messaggio di Maria: ”andate a dire che si venga qui…” Il Pellegrinaggio è innanzitutto è il “mio Pellegrinaggio”, sono io che mi metto in ascolto, nell’atteggiamento del povero dinnanzi a Dio, di colui che ha bisogno e che desidera ricevere ciò che è necessario per mezzo di Colei che è Maestra dell’ascolto e della carità. Soltanto dopo aver ricevuto questo aiuto di grazia potrò servire bene,  secondo il cuore di Cristo, l’altro fratello chiunque egli sia. Infatti se non dò  un po’ di me stesso a me stesso, che cosa potrò donare agli altri? Se sono soltanto un canale e non anche una conca che fa scorta di Dio, che porterò di buono agli altri? Ecco allora la necessità assoluta di sostare, in silenzio, magari davanti alla Grotta, e ripensare e rivivere, innanzitutto per me, il messaggio della Vergine che è Vangelo vivo del Signore. A Lourdes si parla di malati e di coloro che li servono, ma più sovente malattia e salute si mescolano nelle medesime persone, anche a livello spirituale. L’una e l’altra situazione fanno comunque di tutte le persone un unico pellegrino, quasi le dita di una stessa mano. In Bernadette malattia e servizio si unificano. Lei è il modello degli ammalati ma, a Nevers, ormai Suora di Carità, diventa il modello di coloro che si mettono a servizio degli altri. Bernadette ha una duplice competenza e può consigliarci non soltanto come vivere il Pellegrinaggio, ma anche come si vive da cristiani il Pellegrinaggio che continua quando si ritorna alle nostre solite occupazioni a casa. A Lourdes tutti abbiamo ascoltato la stessa chiamata o vocazione: “Avete la bontà di venire qui…” Lo abbiamo ascoltato malati e sani, la differenza è che gli ammalati hanno necessità d’aiuto così come i sofferenti nello spirito perché dinanzi alla Grotta ci sono tutte le povertà e i peccati di questo mondo.

11 Febbraio 1858: le due fanciulle vanno a cercare legna, vuole andare anche lei, Bernadette, gracile, in passato colpita da colera, asmatica. Sua madre non vuole, fa freddo, quando si è malati si sta a casa. Non sarebbe andata senza sua sorella e l’amica Jeanne. Le due ragazze l’accettano come un’amica, non come un intralcio (ecco che si comincia a delineare lo spirito di come ci si accosta ai sofferenti, chi soffre deve essere aiutato anche per andare alla Grotta dinanzi a Maria).  Arrivata alla prateria è Bernadette malata che propone di andare verso la Grotta. Malata partecipa a questo primo Pellegrinaggio e dà il suo parere che è ascoltato. Al ruscello le due ragazze attraversano e Bernadette chiede di attraversare. La risposta è no, i sofferenti vanno protetti. Bernadette sta per avere un’esperienza unica, se avesse attraversato, non avrebbe visto la nicchia della Grotta, le due ragazze sono state il supporto di quest’esperienza mistica. Misteriosamente anche tutti noi che pellegriniamo,  possiamo aiutare la realizzazione dei disegni del cielo per tanti nostri fratelli.

Il 3 Marzo Bernadette va alla Grotta, ci sono tremila presenze, non c’é posto per inginocchiarsi, la Vergine non ci sarà, perche? Non c’è il posto per l’ammalato, c’é l’egoismo della folla, non c’é posto per chi soffre, quindi non c’é posto per Maria e lei non viene.

Come Maria accosta Bernadette? “Mi guardava come una persona…”, parla in dialetto, la Vergine si adatta ai disadattati della vita, non per trarne un riconoscimento, ma per comunicare speranza. Nella bella Signora non c’é pietismo, ma amicizia e conforto. Maria si adatta a Bernadette, ma senza abbassarsi, infatti le dà del lei e le chiede di pregare per la conversione dei peccatori. Gli ammalati non hanno soltanto richieste di salute, hanno anche una vita da santificare. A Lourdes non si piange su chi soffre, lo si aiuta a trovare la propria via. A Bernadette vengono domandati miracoli e lei dice di poter solo pregare, non è taumaturga, non sa guarire, ma impara a curare. A Nevers diventerà una brava infermiera. Il medico della comunità del Convento di St. Gildard, dott. Saint Cyr, dirà: “Come medico della Comunità, ho prestato delle cure a questa giovane suora la cui salute delicata ci ha creato inquietudini per molto tempo. Oggi il suo stato di salute è migliorato e da malata è diventata la mia infermiera, svolgendo alla perfezione il suo compito. E’ piccola, di gracile aspetto, ha 27 anni. Di natura calma e dolce, cura i malati a lei affidati con molta intelligenza e senza omettere niente delle prescrizioni fatte, gode anche di grande autorità e di una completa fiducia da parte mia”.

Ci sono cure che non guariscono dalla malattia, ma da se stessi e la Grotta di Massabielle fa parte di queste terapie di cui l’uomo di tutti i tempi ha bisogno. “Ne avrai cura come se fosse il buon Dio” diceva Bernadette alle sue aiutanti in infermeria a Nevers riguardo ai sofferenti. Lourdes ci insegna questo metodo, è la scuola di Bernadette che è diventata, per lei, cammino di santità. Possa essere così anche per noi.

don Paolo

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